201806.08
0
0

Quando il condominio non risponde dei danni derivanti da infiltrazioni d’acqua

Quando il condominio non risponde dei danni derivanti da infiltrazioni d’acqua


Quante volte, per una rottura all’impianto idrico, ci è capitato di scoprire macchie d’acqua all’interno della nostra unità abitativa e di chiamare l’amministratore del condominio pretendendo un immediato intervento. Quante volte ci siamo sentiti rispondere che prima deve accertarsi da dove provengono le perdite d’acqua e solo dopo potrà stabilirsi se l’intervento risolutivo sia di competenza o meno del condominio. Quante volte abbiamo ritenuto che l’amministratore sfuggisse ai suoi compiti.

Una risposta sul tema ci è stata fornita dalla Corte di Cassazione con la sentenza 1027 del 17.01.2018 che, modificando l’ultimo orientamento in materia, ha affermato che l’impianto idrico è condominiale sino suo punto di innesto con la “braga” da dove esso poi diparte per servire la singola unità immobiliare.

Dice la Suprema Corte “’a norma dell’art. 1117 n. 3 cc si presumono comuni i canali di scarico solo “fino al punto di diramazione” degli impianti ai locali di proprietà esclusiva” e “considerato che la proprietà comune condominiale è tale perché serve all’uso (e al godimento) di tutti i partecipanti, la braga, servendo soltanto a convogliare gli scarichi di pertinenza del singolo appartamento” deve considerarsi parte di proprietà del condomino e non bene condominiale.

Male farà quindi il condomino ad insistere per ottenere un intervento risolutivo dal condominio quando la causa dell’infiltrazione sia da attribuire ad una rottura dell’impianto idrico localizzata tra il punto di suo innesto nella braga e sino ai terminali della sua unità abitativa.

Avv Dario Annzalone